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| I QUADERNETTI DI AIDANEWS © PIANO EDITORIALE (nuova collana) |

I QUADERNETTI DI AIDANEWS ©
AA. VV., Scritti scelti Sulle Biennali di Venezia di Arti Visive, Teatro, danza (in corso di stampa)
AA. VV., Scritti scelti Sulle Mostre Internazionali d'Arte Cinematografica (in corso di stampa)
J. BELHUMEUR, UMAC, Unione Mondiale degli Autori Cinematografici, Statuto e Annotazioni (in corso di stampa)
AA. VV., Scritti scelti di Politica Culturale e Turismo: commenti e Proposte (in corso di stampa)
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| I SEGRETI DELLA CITTA' PROIBITA. MATTEO RICCI ALLA CORTE DEI MING |
Treviso, 27 ottobre 2009 (servizio di Jeanne Belhumeur, capo redattore). Terzo appuntamento del viaggio virtuale sulla storia della Cina che la Fondazione Cassamarca ha portato nelle sale di Ca' dei Carraresi, ai bordi del Cagnan nel pittoresco quartiere Buranelli. I segreti della Città Proibita. Matteo Ricci alla corte dei Ming è il titolo della mostra che si addentra nelle mura inviolabili (ormai non più con Google Earth) che circoscrivono i settecentoventimila metri quadrati della città imperiale di Pechino, producendo accanto a reperti autentici una grande quantità di materiale didattico, anche per bambini e famiglie, utile per la comprensione degli usi e costumi di una civiltà che sotto la lunga e potente dinastia dei Ming ha rappresentato, e tuttora rappresenta, un complesso mosaico di fattori culturali, sociali, artistici e storici non facile da comprendere per occhi e menti occidentali. Un conto è veder esposti oggetti di incomparabile valore ed un altro soffermarsi a leggere le pagine scritte nel Catalogo da Adriano Màdaro che non ha peli sulla lingua per descrivere le ingiustizie commesse, gravi crimini che non sono mai stati condannati.
| Il curatore della mostra Adriano Màdaro, per facilitare la visione del luogo denso di misteri, precluso un tempo alla gente e anche ora aperto solo in piccola parte, ha fatto costruire a proprie spese un plastico in scala 1/200 della Forbedden City/Città Proibita che occupa la sala più grande di Ca' dei Carraresi. La città imperiale, con un piano urbanistico abbastanza razionale ma pur sempre di stampo militare, fu fatta erigere dall'imperatore Yongle in soli quindici anni, tra il 1406 e il 1421, coinvolgendo migliaia di persone, tra artigiani e lavoratori comuni per una ciotola di riso. La Città è l'affermazione del potere imperiale nella rifondata capitale Pechino, dopo la distruzione della grande reggia di Nanchino, a seguito di una feroce lotta per la successione, di cui rimangono pochisime vestigia. La dinastia Ming/Ming Dinasty, parola che significa "Splendore" o Rinascenza, durata quasi 3 secoli (276 anni per l'esattezza), con il succedersi al Trono Celeste di sedici imperatori, si assicurò il potere nel 1368 con la vittoria del capo rivoluzionario Zhu Yuanzhang sui Mongoli della Dinastia Yuan, stabilendo come capitale la città di Nanchino. "Il governo saldo e florido dei Ming garantirà alla Cina quasi tre secoli di rinnovamento culturale e economico, facendo dell'impero cinese la più forte e ricca potenza economica del mondo, offrendo alla terra dell'oriente estremo un lungo periodo di autentica Rinascenza" - ci spiega con passione il sinolo Màdaro. Oggetti di valore inestimabile sono esposti in mostra con un allestimento illuminotecnico che li rende ancor più misteriosi e "divini". A differenza delle precedenti mostre allestite in Ca' dei Carraresi, ci sembra che questa sia più rilassante e offra al visitatore "spazi e prospettive larghe in proporzione agli oggetti esposti" - come Gaetano Barbieri ci confida. Come non si fa a non rimanere stupiti quando si è di fronte alle due corone imperiali, rinvenute nel 1957-58 durante gli scavi della tomba dell'imperatore Wanli e delle sue due mogli. Due oggetti di un lusso e una raffinatezza davvero sorprendenti: essenziale e eterea la corona in rete d'oro dell'imperatore, sfolgorante, ridondante, sfarzosa quella della imperatrice Xiaojing composta di oltre 5.000 perle, pietre preziose, smalti e piume di martin pescatore, con colori azzurri, verde smeraldo e rossi, che ci rievocano alcuni film visti su questi personaggi. Dalla medesima tomba imperiale provengono anche alcune magnifiche suppellettili in oro cesellato e giada (anche bianca, raffinatissima). La parte principale è la sezione dedicata alla gioielleria che ci lascia stupefatti per la perizia, la fantasia, la raffinatezza dei manufatti: una serie di spilloni per acconciature, cinture, placche in giada bianca, orecchini piccolissimi, confermano l'altissimo livello di maturazione delle arti minori nella Cina dei Ming. Ancora dalla tomba di Wanli la grande giara funeraria per l'olio votivo, nei classici toni del bianco e blu e l'elegante «giara da pruno» (vaso che ospitava un tralcio di pruno fiorito augurante nuova vita) a decori di draghi e nuvole azzurri. La vita di corte Ming è illustrata dal rotolo lungo quattordici metri, dipinto su seta in policromia, raffigurante la vita delle donne di corte: ricco di dettagli e deliziose scenette conviviali il dipinto anonimo restituisce anche una immagine eloquente dell'amore per la natura e la cura dei giardini interni alla città proibita. Troviamo gruppi intenti a leggere e imparare, a conversare e pesino a giocare il calcio che così sfata il mito che sia nato in Italia. La mostra, dopo aver trattato anche la ritrattistica che provocatoriamente potremmo considerarla superiore a quella europea se presa della stessa epoca, chiude in bellezza con la rievocazione di Matteo Ricci (Macerata 1552 - Pechino 1610). Ricci è il gesuita ambasciatore d'Europa, autentico ponte tra due mondi lontanissimi e alieni l'uno all'altro, che nelle ultime due sale vengono esposte una lettera dalla Cina del 1597, accanto a strumenti astronomici e meccanismi simili a quelli costruiti dal Ricci per l'imperatore. Si chiude con una copia della grande mappa del globo (andata distrutta), fatta nel 1602 dal gesuita, matematico, geografo per il celeste imperatore.
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| PUBBLICAZIONI | Jeanne BELHUMEUR, Droit international de la Mode, Canova, Treviso, 2000, p.300; J. Belhumeur, Giorgione e la Pala di Castelfranco. Aspetti storici, scientifici e giuridici (vol.1). J. Belhumeur, Aspetti culturali (vol.2), Atti del 37° Incontro pubblico AIDA per la salvaguardia della Pala, Treviso, Ca' dei Carraresi, 1997;
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| REDACTION ET MARKETING |  Directeur de la Rédaction Direttore Responsabile: Jeanne Belhumeur avocat au Barreau du Québec, docteur en droit international, maitrise en droit européen du Collège d'Europe ancien professeur Uni Genève, Dpt Organisations Internationales, vice-présidente AJS Ong, journaliste Presse Spécialisée info@fashionlaw.net
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| STAFF REDAZIONALE - CORRISPONDENTI | Jeanne Belhumeur (Italia-Canada) Michelle Bouack (Aix-en-Provence) Nathalie Doucet (Los Angeles) Marica Rossi (Vicenza Palladio) Madeleine Vallon (Genève) |
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