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| I QUADERNETTI DI AIDANEWS © PIANO EDITORIALE (nuova collana) |

I QUADERNETTI DI AIDANEWS ©
AA. VV., Scritti scelti Sulle Biennali di Venezia di Arti Visive, Teatro, danza (in corso di stampa)
AA. VV., Scritti scelti Sulle Mostre Internazionali d'Arte Cinematografica (in corso di stampa)
J. BELHUMEUR, UMAC, Unione Mondiale degli Autori Cinematografici, Statuto e Annotazioni (in corso di stampa)
AA. VV., Scritti scelti di Politica Culturale e Turismo: commenti e Proposte (in corso di stampa)
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| Museo statale Ermitage. La pittura italiana del Seicento |
Ferrara, 10 luglio 2010 (dall'inviata Maria Paola Forlani). Mercoledì 7 luglio si è svolto un doppio incontro con la stampa a Milano e nel pomeriggio a Ferrara nella palazzina Giglioli, sede della Fondazione Ermitage Italia, per presentare il primo Catalogo della pittura italiana del Seicento dell’Ermitage edito da Skira. Una pubblicazione di straordinaria importanza che vede la sua nascita grazie ad una complessa e felice operosità tra studiosi italo-russi. Molti quadri della collezione russa sono poco conosciuti e vengono resi noti ora per la prima volta con importanti ed analitiche novità scientifiche. Sono stati volutamente esclusi opere di scuola veneta perché soggetto di studi specifici che porteranno alla pubblicazione su tale argomento in un prossimo volume. Il catalogo della pittura italiana del Seicento si deve alle ricerche della studiosa russa Svetlania Vsevolozkaja, scomparsa nel 2007 prima di poter completare quello che doveva essere il suo più importante lavoro. | La revisione dei sui scritti e appunti, con importanti aggiornamenti sono stati compiuti da Tatiana Busmina Sergej Androsov e Tatiana Kustodieva all’Ermitage e da Barbara Ghelfi in Italia, con il coordinamento delle direttrici della Fondazione Ermitage Italia Irina Artemieva e Francesca Cappelletti. L’attività di catalogazione delle opere italiane dell’Ermitage costituisce un’occasione straordinaria di arricchimento delle conoscenze nel campo dell’arte. L’intenso lavoro di ricerca compiuto in quest’occasione ha dunque da un lato messo in luce la ricchezza e la grande varietà della collezione di pittura italiana del XVII secolo dell’Ermitage, dall’altro ha consentito di fare luce su passaggi di opere, personaggi, relazioni; su collezioni poco note e attribuzioni in passato incerte o sconosciute; ha permesso aggiunte importanti al corpus di molti pittori e la pubblicazione di alcuni inediti, come una bellissima “Madonna con Bambino e Giovanni Battista” dell’artista ferrarese Ippolito Scarsella detto Scarsellino. Probabilmente il quadretto destinato alla devozione privata è un’opera giovanile che richiama, come stile corsivo, la freschezza della tavolozza di Girolamo da Carpi. Così se nella galleria dell’Ermitage un posto centrale è occupato dalla scuola veneta, bolognese e romana, in relazione alle vicende che hanno condotto al formarsi della raccolta – il museo possiede anche numerose opere di altre scuole, con notevoli sorprese, per consistenza e qualità, soprattutto in ambito fiorentino e genovese. “Il suonatore di liuto” di Michelangelo Merisi da Caravaggio, risalta tra le opere del museo di San Pietroburgo. Dipinse “ un giovane che suonava il lauto che vivo e vero il tutto parea con una caraffa di fiori piena d’acqua, che dentro il riflesso d’una finestra eccellentemente si scorgeva”, era questo il dipinto che Giovanni Baglione lodava nel 1642. Ed era questo probabilmente uno dei dipinti che entrarono a far parte della ricca collezione di quadri di Caravaggio di Vincenzo Giustiniani, che probabilmente gli commissionò il soggetto. Il tema del quadro risale al periodo in cui Caravaggio risiedeva presso il cardinale Francesco Maria Del Monte, fine musicista e attento studioso delle nuove teorie in campo musicale, il quale possedeva una larga collezione di strumenti musicali e spartiti, puntualmente riproposti da Caravaggio nelle tele a tema musicale. E se la perfetta scorciatura degli strumenti abbandonati sul tavolo e del liuto corrisponde alle puntuali prescrizioni prospettiche apprese in ambito lombardo, la morbidezza del movimento delle mani e l’afflato vitale che spira dalla bocca semichiusa del suonatore ci riconducono alla rappresentazione “del naturale” perseguita da Caravaggio. I centri artistici dell’Italia settentrionale sono illustrati dalle opere di Domenico Fetti Alessandro Turchi, la cui vita trascorse tra Venezia e Milano, Giovanni Agostino Cassana e Pieter Mulier, detto Pietro Tempesta. Le tele dei pittori napoletani all’Ermitage sono assai famose; dai lavori di Caracciolo, Stazione, Gargiulo e Monsù Desiderio alle opere eccellenti di Salvator Rosa, Mattia Preti e Francesco Solimena. Numerose le tele di Luca Giordano. A partire dagli anni trenta del Novecento la collezione del museo inizia ad arricchirsi di acquisti fatti presso privati, alcuni dei quali meritano un’attenzione particolare: nel 1939 venne comprato il “Trionfo di Davide” di Ottavio Vannini. Negli anni sessanta furono realizzati degli acquisti particolarmente importanti: “Maria Maddalena penitente” di Francesco Furini; “Gesù Bambino appare a sant’Antonio da Padova” del pittore fiorentino Giovanni Montini e infine la superba “Cleopatra” di Massimo Stazione, siglata con il monogramma.
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| PUBBLICAZIONI | Jeanne BELHUMEUR, Droit international de la Mode, Canova, Treviso, 2000, p.300; J. Belhumeur, Giorgione e la Pala di Castelfranco. Aspetti storici, scientifici e giuridici (vol.1). J. Belhumeur, Aspetti culturali (vol.2), Atti del 37° Incontro pubblico AIDA per la salvaguardia della Pala, Treviso, Ca' dei Carraresi, 1997;
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| REDACTION ET MARKETING |  Directeur de la Rédaction Direttore Responsabile: Jeanne Belhumeur avocat au Barreau du Québec, docteur en droit international, maitrise en droit européen du Collège d'Europe ancien professeur Uni Genève, Dpt Organisations Internationales, vice-présidente AJS Ong, journaliste Presse Spécialisée info@fashionlaw.net
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| STAFF REDAZIONALE - CORRISPONDENTI | Jeanne Belhumeur (Italia-Canada) Michelle Bouack (Aix-en-Provence) Nathalie Doucet (Los Angeles) Marica Rossi (Vicenza Palladio) Madeleine Vallon (Genève) |
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