Fashion Law 


  Login
     
       
  Ricordati di me

  MENU
  ::  Home Page
  ::  Actualité
  ::  Archivio
  ::  Arts and Fashion 2008
  ::  Cannes
  ::  Création
  ::  Droit
  ::  Faits Divers / Cronache
  ::  Galerie Images
  ::  Industrie et Business
  ::  MC Venezia
  ::  Récensions
  ::  Speciale Fashion Law

  Ricerca
   

  WEB RING / SITI AFFILIATI






  The Arts of Fashion Foundation
The Arts of Fashion Foundation is a nonprofit organization, 501(c)(3), dedicated to international cultural exchanges through a variety of educational events meant to facilitate critical thinking among artists, designers, scholars, and students.

Arts of Fashion Foundation 635 Tennessee St. Suite # 402 San Francisco CA 94107 Tel +1 415 252 0734

See special web page: Arts and Fashion 2008


  Industrie et Business


ANCHE LA MARMELLATA E' CONTRAFFATTA: 400MILA VASETTI DELLA RIGONI DI ASIAGO INVIATI NEGLI STATI UNITI D'AMERICA

Asiago, 22 maggio 2008 (brevi di cronaca). Un traffico di 400 mila vasetti di marmellata contraffatta inviati negli Stati Uniti in 20 container: ammonta ad almeno 1 milione di euro di mancata vendita il danno a carico della "Rigoni di Asiago Spa", proprietaria del marchio "Fiordifrutta". Il traffico illecito, dopo oltre un anno di indagini, è stato scoperto dagli uomini del Corpo Forestale di Asiago e Vicenza e del Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale di Pescara, in collaborazione con l'Ispettorato centrale per il controllo di qualità di Conegliano. Secondo la ricostruzione degli inquirenti le confetture contraffatte venivano commercializzate da una ditta pescarese, in concorso con un'altra ditta registrata negli Stati Uniti, che ne commissionava la produzione ad altre due.Nella truffa della marmellata, il titolare della ditta pescarese - G.L., 48 anni, denunciato assieme a un socio a piede libero (entrambi dovranno rispondere di concorso in contraffazione di marchi e frode in commercio) - provvedeva ad apporre illecitamente sulle confezioni, il marchio "Fiordifrutta" di proprietà dell'azienda altopianese e i marchi "Usda Organic", l'equivalente Usa per la dicitura "da agricoltura biologica".


>>  Leggi.....

MAD’s Land - Italian fashion, design and lifestyle in Maddalena Sisto’s drawing

Artista e sognatrice - Franca Sozzani

Vedere uscire quelle figurine esili dalla punta della sua matita era una vera magia. Avevano sempre un’aria un po’ incerta, fragile, quasi che dovessero volare via voltando pagina. Si affacciavano pian piano sui fogli bianchi, timide, riservate, e poi di colpo, come per incanto, diventavano forti, piene di contenuto, con tutta una storia da raccontare. Erano pochi, semplici tratti. Ma ognuna aveva un ruolo. Tutte insieme creavano un mondo. Quello di MAD.
E lei era come loro. All’inizio timida, un po’ distante, a volte scostante. Nulla faceva per metterti a tuo agio. Anche il boa che teneva libero in casa non aiutava certo a rendere la situazione più facile. M’innervosiva quel suo modo di essere vago, astratto dalla realtà che la circondava. Se le chiedevi qualcosa ti guardava come se non avesse capito la domanda, e se ti rispondeva lo faceva con una domanda. Ero la sua compagna di scrivania nei primi anni del giornale “Lei”. L’ho scoperta piano piano, e piano piano ho capito che non avrebbe potuto disegnare diversamente. Lei era i suoi disegni, e i suoi disegni erano lei.


>>  Leggi.....

IL GIRO D'AFFARI NEL VENETO DELLA MERCE CONTRAFFATTA
BadbagposterVenezia, 27 aprile 2008 (da una nota di cronaca locale). Più comunemente chiamato con "il commercio dei vu-cumprà" per designare quel modo di vendere in stazione, nei centri storici ed ora anche nelle bancarelle vestiti, borse, cinture, scarpe ma anche in normali negozi e tabaccherie giocattoli, tagliandi di "gratta e vinci" e presso rivenditori caldaie, tutto contraffatto "regolarmente". Una volta si pensava che fossero solo le grandi griffe a subire l'offesa maggiore (in termini economici e di immagine), ora invece si sta allargando sempre di più la lista delle merci contraffatte che arrivano nella regione Veneto. Dovrebbe essere un impegno costante, quello delle forze dell'ordine, chiamate a controllare quotidianamente non solo il porto di Venezia, ma anche i depositi presenti in Veneto, che tuttavia dimostra di non essere in grado di debellare questa piaga.
Il numero dei sequestri effettuati dalla Guardia di finanza del Veneto conferma che il fenomeno sta aumentando in modo molto netto. I sequestri di capi di abbigliamento in maglieria sono passati da 25.283 del 2006 ai 53.059 del 2007, gli accessori di abbigliamento (come borse, cinture e occhiali) bloccati dagli inquirenti l'anno scorso sono stati 201.904, quantità che sarà sorpassata visto che nei soli primi 4 mesi dell'anno è stata raggiunta la vetta dei 145.035. "L'arrivo della stagione estiva e dei turisti stranieri farà certamente esplodere questi numeri" - ci rassicura il ben informato cronista. "A cosa servono dunque i soldi spesi dall'amministrazione comunale veneziana per la pubblicità murale nell'ammonire gli stranieri (o i turisti in generale) di non comperare i prodotti venduti sul selciato delle calli?" - si chiede un avvocato del Foro. "Fumo negli occhi dei passanti" - gli ha risposto un negoziante di Campo Santo Stefano che ogni giorno vede decine di africani intenti a convincere i passanti nell'affare buono ("AMICO VUOI BUON AFFARE..."! Una volta abbiamo chiesto a due vigili urbani veneziani che avrebbero potuto multare questi "venditori ambulanti di griffe contraffatte - borse anche a duecento euro" perchè occupano lo scorrimano dei ponti principali (Scalzi e Accademia) impedendo alle persone anziane o con problemi di salire o scendere dagli stessi. "Non ci si può aggrappare allo scorrimano e si sale o scende male". (Lo scorrimano è stato fissato sulle balaustre dei due ponti da uno o due anni, ndr.). Il vigile graduato (era in compagnia di una vigilessa) ci ha risposto: "non possiamo farci niente, andate a chiederlo alla Regione Veneto, scrivete una lettera alle altre autorità più forti di noi".
>>  Leggi.....

PER I VIGILI URBANI IL GIRO D'AFFARI DEI VU CUMPRA IN LAGUNA E' DI 60.000 EURO AL DI'

prada%20borsa.jpgVenezia, 27 aprile 2008. Riportiamo questa notiziola (vedi sotto in corsivo) perchè ci par di capire che i veneziani, in fatto di conti siano in grado di farli bene (stime), ma di organizzare l'ordine pubblico no. Forse crediamo che la causa principale (non solo dei veneziani) sia proprio culturale, cioè di ambiente dove si è cresciuti. Lascia oggi, lascia domani correre e ci troviamo con centinaia di vu cumprà che si alternano a vendere in centro storico DOVE E COSA VOGLIONO LORO. Poi diventa difficile combattere il fenomeno e la colpa la diamo al "governo ladro". Le forze dell'ordine hanno tutte fatto il loro dovere? Una volta una pattuglia di carabinieri (erano in sei con un maresciallo) andava così lentamente dal Palazzo Ducale al Grand Hotel Danieli (dove c'era la maggior concentrazione di abusivi che esponevano borse, cinture, occhiali) che permisero ai vu cumprà di andarsene indisturbati. Alla nostra domanda perchè non li "bloccate e li portate dentro?", il maresciallo ci ha risposto candidamente tra una flessione siciliana ed una veneta "che non potevano inseguirli perchè avrebbero provocato qualche incidente tra i turisti, avendo i vu cumprà la brutta abitudine di farsi largo con le manate...". "Ma io li ho inseguiti e ho visto dove tengono tutta questa roba contraffatta e venduta alla giornata" - gli risposi un po' stupito e po' seccato. E il maresciallo, preparatissimo da telequiz in un secondo mi disse: "perchè non viene a fare una denuncia al comando?". Ma non finì qui il nostro diverbio. "Non avete personale in grado di pedinarli, avete bisogno di un cittadino inerme come lo sono io?" - gli ribattei e andai verso il traghetto di Vallaresso. Una venditrice spagnola di quadri (vedute veneziane) mi riferì che i vu cumprà non pagano la tassa per l'occupazione del suolo e non fanno nemmeno la ricevuta, come invece lei e i suoi "colleghi" sono obbligati di farlo. 
   
(Da una notiziola di cronaca locale). I conti, per Venezia, li hanno fatti i vigili urbani. I quali hanno calcolato che il giro di soldi giornaliero, solo per la vendita di borse false, si aggira attorno ai 60mila euro. I venditori che si turnano in città sono circa 120, il prezzo medio di una borsa è cinquanta euro, se ognuno di loro ne vende dieci sono 500 euro al giorno (a testa). Il conto, dicono i vigili veneziani, dunque è presto fatto: il giro di quattrini oscilla attorno ai sessantamila euro al giorno.
I fratelli senegalesi: "Venti euro di guadagno per ogni borsa venduta"

Pagina:    1 
 
GALLERIE IMMAGINI

  PUBBLICAZIONI

Jeanne BELHUMEUR, Droit international de la Mode, Canova, Treviso, 2000, p.300;
J. Belhumeur, Giorgione e la Pala di Castelfranco. Aspetti storici, scientifici e giuridici (vol.1).
J. Belhumeur, Aspetti culturali (vol.2), Atti del 37° Incontro pubblico AIDA per la salvaguardia della Pala, Treviso, Ca' dei Carraresi, 1997;


>>   Leggi.....

  REDACTION ET MARKETING


Directeur de la Rédaction
Direttore Responsabile:

Jeanne Belhumeur
avocat au Barreau du Québec,
docteur en droit international,
maitrise en droit européen du Collège d'Europe

ancien professeur Uni Genève, Dpt Organisations Internationales,
vice-présidente AJS Ong,
journaliste Presse Spécialisée
info@fashionlaw.net 


  STAFF REDAZIONALE - CORRISPONDENTI

Jeanne Belhumeur
(Italia-Canada)
Michelle Bouack
(Aix-en-Provence)
Nathalie Doucet
(Los Angeles)
Marica Rossi
(Vicenza Palladio)
Madeleine Vallon
(Genève)


  Ultimi Articoli
I GUAI FANNO VENIRE I CAPELLI BIANCHI: I RICERTAORI CANADESI HANNO RAGIONE
06/09/10
GUSTI DI FRONTIERA: A FINE SETTEMBRE GORIZIA PROPONE UNA MANIFESTAZIONE ENOGASTRONOMICA
06/09/10
LAGUNA GOLOSA VISITATA DA MIATELLO E BELHUMEUR
06/09/10
Il "Boreto a la graisana", a Grado la famosa rassegna gastronomica della laguna
06/09/10
NELLA LAGUNA DI GRADO PER PROMUOVERE BELLEZZE E BONTA' FRIULANE
04/09/10

© 2003 - 2010 ASIAC Agenzia Giornalistica Stampa Quotidiana Associata di Arti e Cultura